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ESICONF2026 - Integrazione al servizio dell’Innovazione

ESICONF2026: perché partire dai processi

Lo scorso giovedì 22 gennaio si è tenuto l’ESICONF2026, una tappa di confronto pensata per approfondire come le aziende possano affrontare la crescente complessità dei sistemi informativi senza perdere di vista i processi di business.

Le iniziative di trasformazione digitale continuano a rappresentare una priorità per le organizzazioni, ma ottenere risultati concreti resta una sfida significativa. Secondo il Gartner CIO and Technology Executive Survey 2025, solo il 48% delle iniziative digitali raggiunge o supera gli obiettivi di business prefissati. Un dato che migliora sensibilmente, fino al 71%, per quel gruppo di CIO e CxO definiti “digital vanguard”, ovvero le organizzazioni che adottano approcci più maturi e consapevoli alla trasformazione.

È proprio in questo contesto che è nato l’ESICONF2026: esplorare come un approccio orientato ai processi, capace di connettere esigenze di business, metodologie di progettazione e tecnologia, possa aiutare le aziende a ridurre la complessità, migliorare l’integrazione dei sistemi e generare valore sostenibile.

L’edizione 2026 ha messo al centro un percorso concreto, a partire dalla comprensione del dominio e dei processi per arrivare a soluzioni governabili, evolutive e coerenti con gli obiettivi di business. Un approccio che unisce metodo, pratica e riflessione teorica per superare alcuni degli ostacoli più comuni nella trasformazione digitale.

Domain Driven Design: comprendere la complessità nel cuore del dominio

Se il divario tra chi riesce a trasformare davvero il digitale in valore e chi fatica a farlo è sempre più evidente, una delle differenze chiave risiede nella capacità di partire dal dominio e dai processi, prima ancora che dalla tecnologia.

Da qui ha preso avvio la conferenza, con l’intervento del Prof. Alessandro Ricci dell’Università di Bologna, dedicato al Domain Driven Design (DDD) e al motivo per cui, a oltre vent’anni dalla sua introduzione, questo approccio risulta oggi più attuale che mai.

Lontano dall’essere un semplice “ritorno al passato”, il Domain Driven Design rappresenta un vero e proprio “ritorno al futuro”: un insieme di principi senza tempo che si rivelano fondamentali per affrontare la complessità dei sistemi software moderni. Se nei primi anni 2000 il contesto tecnologico non consentiva ancora uno sviluppo pervasivo di architetture distribuite, oggi microservizi, sistemi complessi e integrazioni diffuse rendono imprescindibile un approccio capace di cogliere la complessità nel cuore del dominio.

Dai processi alla realtà operativa: il caso Proxima Food Lab

Dopo aver consolidato le basi metodologiche con il Domain Driven Design, l’ESICONF2026 è entrato nel vivo mostrando come questi principi si traducano in scelte operative concrete. Per farlo, è stato introdotto il caso di Proxima Food Lab.

L’intervento ha voluto scardinare un approccio spesso limitante nei percorsi di trasformazione digitale, ovvero l’idea che i processi aziendali vivano isolati all’interno di singoli applicativi. La realtà operativa è ben più complessa; le informazioni non risiedono in silos, ma attraversano trasversalmente funzioni e responsabilità. Vendite, customer care, acquisti, sviluppo prodotto e logistica sono ingranaggi di un unico meccanismo interconnesso che richiede una visione d’insieme per essere governato efficacemente.

Per rappresentare questa complessità senza vincolarci a un singolo caso cliente, è stato modellato uno scenario verosimile attraverso un’azienda fittizia: Proxima Food Lab. Questo espediente narrativo ha permesso di simulare un ecosistema informativo completo, dimostrando come problematiche aziendali reali possano essere affrontate orchestrando componenti tecnologiche già disponibili e adattabili.

Partendo dall’analisi dei processi fondamentali, sono stati individuati flussi informativi e nodi critici. L’approccio “process-first” ha consentito di identificare le funzionalità realmente necessarie al business, evitando di forzare l’organizzazione entro i limiti rigidi delle piattaforme. Il risultato è la progettazione di soluzioni aderenti al dominio aziendale, capaci di ridurre la frammentazione e favorire l’integrazione.

Questo case study ha rappresentato il ponte tra la teoria del Domain Driven Design e le sessioni successive dell’evento.

Intelligenza artificiale applicata ai processi documentali

Uno dei passaggi più concreti dell’evento ha riguardato l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai processi documentali, affrontata come esempio reale di integrazione tra dominio, tecnologia e valore di business.

Michele Caiazzo, Responsabile Delivery di Peer Network, ha introdotto il processo di riferimento, evidenziando come la gestione dei documenti destrutturati rappresenti ancora oggi un punto critico per molte organizzazioni. Ordini, conferme e comunicazioni provenienti da canali eterogenei richiedono spesso interventi manuali, rallentando i flussi operativi e aumentando il rischio di errore.

A partire dall’analisi del processo, è stato mostrato come ripensare queste attività in chiave digitale, trasformando informazioni non strutturate in dati immediatamente utilizzabili nei sistemi aziendali.

Niccolò Guiducci, CIO di Inventio Hub, ha poi illustrato gli aspetti tecnici della soluzione, spiegando come l’intelligenza artificiale venga impiegata per interpretare i documenti destrutturati e convertirli in informazioni strutturate, abilitando l’automazione di un processo critico come la creazione degli ordini di vendita.

Il racconto è entrato quindi nella dimensione del valore con l’intervento di Enrico Parisini, Presidente dell’associazione ASSI, che ha presentato il business case collegato alla soluzione, evidenziando benefici concreti in termini di efficienza operativa, qualità del dato e impatto sui processi.

A chiudere la sessione è stato Luciano Lazzarini, CEO di Inventio Hub, che ha introdotto l’azienda e presentato la nuova offerta congiunta con Peer Network, ESI AI: una proposta pensata per portare l’intelligenza artificiale nei processi aziendali in modo strutturato, integrato e governabile.

Nel suo insieme, questo blocco ha mostrato come l’AI possa diventare un reale abilitatore del business quando inserita in un disegno architetturale coerente e guidato dal dominio.

Esperienze cliente: quando le soluzioni diventano concrete

Le esperienze dei clienti hanno portato sul palco casi reali maturati in contesti aziendali differenti, offrendo una prospettiva diretta sull’impatto delle soluzioni nei processi quotidiani.

Il confronto si è aperto con l’intervento di IRSAP, che ha condiviso il proprio percorso di trasformazione, seguito dalla presentazione di progetti sviluppati per Conserve Italia, Thun e Granterre.

I casi raccontati hanno mostrato come esigenze diverse trovino risposta attraverso un approccio comune: partire dal dominio, integrare i sistemi e rendere i processi più fluidi e governabili.

È emerso con chiarezza che la vera sfida non risiede tanto nell’adozione di nuove tecnologie, quanto nella capacità di orchestrare sistemi eterogenei e superare la frammentazione informativa.

ESI-PBC: dalla progettazione alla governance

Con l’aumentare della complessità applicativa, diventa centrale il tema della governance: non solo controllo tecnico, ma capacità di mantenere visibilità, coerenza e continuità nell’evoluzione delle soluzioni.

In questa prospettiva è stata presentata ESI-PBC, la piattaforma di Peer Network pensata per supportare la gestione dell’ecosistema applicativo in modo strutturato e collaborativo, offrendo una visione unificata dei componenti che fanno parte dell’architettura aziendale.

ESI-PBC rappresenta la naturale estensione del percorso tracciato durante ESICONF2026: partire dal dominio, integrare le funzionalità nei processi e rendere il tutto osservabile e governabile nel tempo.

Conclusioni

ESICONF2026 ha confermato come affrontare la trasformazione digitale significhi compiere scelte consapevoli su processi, architetture e integrazione.

Non esistono soluzioni universali, ma approcci che consentono di adattare la tecnologia ai contesti organizzativi, riducendo la complessità e rendendo i sistemi più evolutivi.

Con ESICONF2026 abbiamo voluto creare uno spazio di confronto tra metodo e pratica, tra visione e operatività, per accompagnare le aziende in un percorso di integrazione e innovazione sostenibile. Un cammino che parte dai processi e guarda al futuro, con l’obiettivo di trasformare la complessità in un’opportunità di crescita.

Autore/i

Digital Marketing Specialist presso  |  + posts